Oltre ai comuni articoli, vogliamo continuare a pubblicare il volume "Connessione mistica con Maria", la cui prima parte è ora davanti a voi.
Qualcosa sull'autrice
Suor Maria di Santa Teresa (*1623 – †1677) è una mistica di grande rilevanza. Nella tradizione carmelitana, possiamo paragonarla a Santa Teresa e a Maria Maddalena de' Pazzi.
Durante la sua vita, ha subito molte dure prove, attraverso le quali ha ricevuto le più grandi grazie mistiche. Ha raggiunto i più alti gradi di unione mistica con Maria e le ha descritte perfettamente come prima.
Per 31 anni, il suo spirituale direttore è stato Padre Michele di Sant'Agostino. Suo il compito, su suo speciale ordine, di fornire ogni mese un resoconto della sua vita e delle grazie ricevute. Suo ordine ha anche scritto la sua biografia.
Secondo i rapporti menzionati, Padre Michele pubblicò nel 1669 il suo scritto teologico "De vita Mariae formi et mariana in Maria propter Mariam". Dopo la morte di Suor Maria, pubblicò anche la sua biografia. Entrambi questi test sono stati tradotti con l'aiuto dei confratelli dal fiammingo al latino.
Dallo scritto latino traduciamo alcuni resoconti, pieni di profonda connessione con Maria e dell'amore reciproco. La traduzione è nuovamente piuttosto letterale, per mantenere la freschezza della testimonianza antica.
I. Dio si manifesta a me come onnipervadente, unito a tutto, e anche in comunione con le sue creature, dai più piccoli ai più grandi, e con i nobili come con i non nobili. Ho persino l'impressione che tutti, compresa io stessa, si fondano con lui. È difficile esprimere ciò che in questo riconosco, vedo, sperimento e vivo. Per quanto riguarda l'amore e le altre azioni interiori – illuminazioni divine, conoscenza e altri movimenti soprannaturali – mi sembra che siano coinvolti nell'unità di questo Divino Uno e si fondano con lui. Tuttavia, sebbene queste cose talvolta affluiscano abbondantemente nell'anima, essa non è trascinata al di fuori dell'unità. Al contrario, vede, riconosce e vive questo Divino Uno in tutte queste cose in modo mistico e sublime.
Nello stesso modo vedo, onoro, amo e prego in questo Uno, in questo specchio dell'unità divina, anche la Madre degna di tutto il nostro amore. La vedo lì in unione con questo specchio divino, o essenza senza nome.
Quando mi inginocchio davanti alla sua immagine e la prego per alcune anime, o per le necessità della patria, o per qualcosa d'altro che mi spinge, il mio sguardo interiore si fissa su questo specchio, in cui la Madre degna di amore è racchiusa e unita a tutte le altre. In quel momento penetro subito l'immagine esteriore senza restare fissa su nulla di corporeo e tutto viene attratto nello spirito.
scritto nel 1657
II. Il mio amore per Gesù e per la sua e la mia amata Madre è il più tenero. Mi conduce a un rapporto molto intimo con il mio amato Gesù e io cerco di comportarmi come una fidanzata amorevole si comporta con il suo promesso. Anche il suo comportamento con me è molto amorevole.
Qualcosa di simile accade anche tra me e la mia Madre amorevole. Mi sembra che mi abbia accettata come sua figlia e desideri insegnarmi sulla via della perfezione e della purezza dello spirito, affinché io possa piacere di più al mio amato Gesù. Mi guida nell'amore per Gesù e nel rapporto amorevole con lui.
A volte sperimento una certa dolcezza, soddisfazione della natura e dello spirito, quando pronuncio con le labbra i nomi santissimi di Gesù e Maria, o quando rifletto su di loro nel mio cuore. Spesso mi ripeto questo: Gesù, mio amato, mio unico amore, Gesù, Gesù, mia vita e il mio tutto; Maria, Maria, dolce Vergine Maria, mia carissima Mamma. Sento che questi nomi dolcissimi e santissimi danzano quasi sempre nella mia mente e nel mio cuore. Mi impegno con essi in modo quasi insaziabile, li pronuncio e mi abbandono ad essi con l'amore più tenero e rispettoso e innocente.
Questo non avviene sempre con parole completamente pronunciate e chiare. Spesso sono solo parzialmente espresse e lo spirito è immerso in una profonda solitudine e riposa nell'amore tra le braccia di Gesù, o nel grembo di Maria. Di solito mi allontano dai miei sensi.
Credo che la mia carissima Mamma non sia soddisfatta solo perché mi attira nella sua continua amore e nell'amore più puro, più fedele e più tenero per Gesù, e perché mi ha accettata come sua figlia. Sento anche la sua richiesta di amare il suo promesso sposo San Giuseppe, e lei stessa imprime l'amore verso di lui nel mio cuore. La mia comunicazione interiore si rivolge poi a tutta questa santissima terna terrena, a queste tre santissime persone, con semplicità intuitiva e unità spirituale. Sono uniti nel mio spirito e nel mio amore. Gesù, come il mio amato amante, Maria, come la più cara e degna di ogni amore Madre, e San Giuseppe, come il mio caro e amatissimo padre. Spero che proprio attraverso di lui riceverò un aiuto così speciale e un contributo in tutto, come è stato dato a Santa Teresa.