XXII. Mi sembra che la rivelazione e l'insegnamento o la guida della Madre amorevole e di San Giuseppe mi siano ormai tolti in un certo modo. Non li percepisco più come prima, ma in modo più spirituale e distaccato. Essi non mi vengono tolti nella loro essenza, ma come sono convinta, ne fruisco in un modo più nobile, più lontano dai sensi, perché mi hanno già condotto all’obiettivo per il quale questa rivelazione avvenne. Infatti con il loro insegnamento e la loro dolce influenza mi hanno resa, a quanto pare, capace e mi hanno preparata, o meglio, mi hanno condotta a una connessione più prossima e sublime d'amore con il mio Divino Amato e hanno ferito di più il mio cuore con una santa amore per lui. Mi hanno anche resa molto più intima con il mio Amato e mi hanno comunicato di più il suo carattere amorevole, la sua natura e il suo spirito, di quanto non avessero mai fatto prima.
Infatti sento dentro di me, anzi in tutto il mio essere, una trasformazione così divina che non riesco a esprimerla. Questo è una prova sufficiente che in quanto mi è accaduto durante la festa di San Giuseppe non c'era alcun inganno o illusione. Da allora la base (fundus) della mia anima è quasi interamente colma e pervasa da virtù così eccellenti e perfette, principalmente da benevolenza, generosità, natura amorevole, amore e misericordia. Ciò porta a che ai miei nemici o a quelli che mi fanno del male, perdono di cuore, ho compassione per loro, mostro loro gentilezza e benevolenza, non ricordo i mali e le ingiustizie che mi sono state inflitte, prego Dio che possa perdonarli, e lo stesso vale per le altre cose.