Lo Spirito Santo nella preghiera del Carmelo teresiano

P. Vojtěch di Santa Hedvig OCD

Il seguente testo è una trascrizione scritta di una meditazione comune su tre brani di opere di autori carmelitani. Non si tratta quindi di un'analisi sistematica, ma di rendere accessibile ciò che ci ha guidato nella preghiera durante l'incontro serale del 21 maggio 1998 presso il Bambin Gesù di Praga. Affinché l'attenzione del lettore possa concentrarsi su questo, è bene che si sforzi di lasciarsi toccare dai testi stessi di Santa Teresa d'Avila, San Giovanni della Croce e Beata Elisabetta della Trinità, mentre le note introduttive generali sulla meditazione e il commento ai brani possano servire solo come ausilio facoltativo.

Sul Santo Spirito è possibile riflettere in vari modi e da diversi punti di vista. Uno dei temi chiave è la percezione della sua azione santificatrice nell'anima dell'uomo, che è un tema tipicamente paolino (cfr. per es. Gal 4-5; Rom 7-8; 1 Cor 12-15). Tuttavia, affinché la riflessione su questo aspetto della presenza e dell'azione dello Spirito Santo nel mondo creato abbia il maggiore impatto sulla nostra vita spirituale, è bene scegliere una forma concreta di preghiera.

Meditazione

A questo scopo si adatta soprattutto la contemplazione, per la quale in ceco si usa anche il termine meditazione. Si tratta di una riflessione graduale sulla stessa realtà da più punti di vista, un ritorno ripetuto a verità fondamentali e note. Lo scopo non è tanto scoprire qualcosa di nuovo, intellettualmente attraente, che colpisca il nostro intelletto (come talvolta accade nello studio), quanto lasciarsi toccare in profondità (e magari in modo del tutto nuovo!) da cose già note, che sono vitalmente importanti per noi e che hanno forse perso la loro forza espressiva proprio perché sono "notoriamente" conosciute, e quindi non sorprendono e non attirano l'attenzione superficiale.

Se vogliamo usare il linguaggio dei monaci medievali, si tratta di una sorta di ruminatio spiritualis ("masticazione spirituale") o della volutatio cordis di Casiano ("dondolio del cuore"). Non è un caso che, nella sua forma originale, la meditazione significasse la ripetizione a bassa voce o silenziosa di una parola o di un versetto, a volte per un periodo considerevolmente lungo. È probabile che qui si debba vedere anche l'origine della Successiva Preghiera di Gesù dei cristiani orientali.

È dunque necessario "non disprezzare" i seguenti testi per la loro semplicità (similmente a quanto non convenga farlo con i Vangeli!), ma sforzarsi con determinazione, sempre con nuovo impegno, di tornare ad essi e di guardarli da vari punti di vista. Il commento è qualcosa di aggiuntivo, è solo una fonte di ispirazione, non uno schema rigidamente vincolante; l'essenziale dovrebbe risiedere nel silenzioso rimanere con Dio.

Tenete a mente un importante consiglio di Santa Teresa d'Avila: "Voglio solo avvertirvi che per chi intraprende questo cammino (...), non è fondamentale pensare molto, ma amare molto, e pertanto dovete dare priorità a quelle cose che stimolano di più l'amore" (4. abitazioni Castello interiore 1,7).

Santa Teresa d'Avila:

Lo Spirito Santo mediatore tra l'anima e Dio

"Mi sembra che lo Spirito Santo debba essere il mediatore tra l'anima e Dio e colui che l'attizza con desideri così ardenti che la infiamma in un enorme fuoco, che è così vicino. Oh, Signore, quale misericordia usate nei confronti dell'anima! Siate benedetto e lodato per sempre, perché siete un così buono amante. Oh, mio Dio e mio Creatore! È possibile che non ci sia nessuno che vi ami? Oh, quanto sono triste di non avervi amato per così tanto tempo!”

(Sul Cantico dei Cantici 5,5)

* Se lo Spirito Santo è il "modo" della presenza di Cristo risorto nella comunità della Chiesa, allora vale anche che realizza la sua mediazione tra Dio e l'uomo. È interessante notare che in questo contesto la Santa non usa la parola "mediatore" (mediador), ma "mediatore" (medianero); come se volesse sottolineare la differenza dei ruoli fra Cristo e lo Spirito, pur nella sostanziale concordanza di posizione. Lo Spirito Santo è mediatore tra l'anima e Dio; è l'attuazione di quel "ponte" di Cristo, attraverso il quale possiamo liberamente venire a Dio.

Spirito Santo, vieni e attraverso Cristo uniscimi al Padre!

* Lo Spirito Santo ci ispira desideri ardenti. Quando ci sentiamo troppo "freddi" o "seccati", certamente non si tratta di una mancanza d'azione dello Spirito. Piuttosto, è che non ci apriamo adeguatamente a lui o ci è semplicemente (per vari motivi) sottratta la consapevolezza di questo "infiammarsi in un enorme fuoco". Viviamo quindi nella fede che sia così.

Spirito Santo, accendi in me l'amore!

San Giovanni della Croce:

Desiderio per il soffio dello Spirito Santo

"È necessario desiderare fortemente questo soffio divino dello Spirito Santo, e così ogni anima preghi affinché soffi attraverso il suo giardino, affinché la inondi le divine fragranze di Dio. Infatti, poiché è così necessario e porta tanta gloria e bene all'anima, la Sposa ha desiderato ardentemente e chiesto con le stesse espressioni come qui nel Cantico dei Cantici, dicendo: ‘Svegliati, vento del nord, e vieni, vento del sud, e soffia nel mio giardino, e lo inonderà con le sue piante odorose e preziose‘ (4,16). E dopo tutto ciò l'anima desidera, non per il piacere e la gloria che ne deriva, ma per ciò che in ciò riconosce, che il suo Sposo si rallegra, e perché è una disposizione e una premonizione, affinché il Figlio di Dio venga a rallegrarsi in lei.”

(Chanson spirituelle 17,9)

* Lo Spirito Santo non è fuori di me, non è estraneo al mio intimo, ma "soffia", "pervade" la mia anima. La penetra in profondità, conosce ogni suo anfratto come il vento che scruta tutti gli angoli del giardino.

Vieni, Spirito Santo, e dimora in me!

* La mia anima è un giardino appartenente a Cristo. E lui desidera passeggiare liberamente in esso e goderne. Perciò invia il suo santo Spirito affinché lo pervadi con la sua bellezza divina e attrattiva.

Spirito Santo, fai in modo che piaccia al Figlio di Dio!

Beata Elisabetta della Trinità:

Affidarsi allo Spirito che trasforma

"Attraverso tutto, in mezzo alle preoccupazioni materne, mentre ti dedichi completamente agli angeli, puoi ritirarti in questa solitudine per affidarti allo Spirito Santo, affinché ti trasformi in Dio, affinché incida nella tua anima l'immagine della bellezza divina, così che quando il Padre si china su di te, non vede altro che il suo Cristo, e può dire: ‘Ecco, questo è il mio amato Figlio, in cui mi sono compiaciuto‘ (cfr. Mt 3,17).”

(Lettera 239 del 13 agosto 1905 alla sorella di nascita Gita)

* La preghiera, che mediante la quale lo Spirito ci trasforma in giardino, gradito allo Sposo divino Gesù Cristo, non deve necessariamente essere lontana dalla vita quotidiana, piena di preoccupazioni. Anche una madre di famiglia, come la destinataria originale di questo testo (da cui il riferimento agli "angeli" = i suoi figli), può sperimentarla.

Spirito Santo, vieni nella mia quotidianità, dove spesso ti dimentico!

* Lo Spirito Santo ci trasforma in Dio. L'opera di unione con Dio, che radicalmente cambia il nostro intimo, è legata all'azione della terza Persona divina.

Spirito Santo, impressa nella mia anima l'immagine della bellezza divina!