Messaggio di Teresa di Lisieux
Lettera circolare dei Superiori Generali O.Carm. e OCD
in occasione del centenario della morte di santa Teresa di Lisieux
(2. parte)
I. Il piano di vita di Gesù
12. Il Vangelo di Gesù, la buona notizia che ci comunica, è l’annuncio di vita e libertà. Libertà, che è sinonimo di amore, che dimentica se stessa e si dona per il bene degli altri.
13. Durante la sua vita terrena e nel suo insegnamento, Gesù si è impegnato per la vita fino ad accettare il processo della morte, culminato sulla croce. Con la sua incarnazione, Gesù accoglie la natura umana e la valorizza in tutta la sua dignità. Questo lo porta a rispettare la vita di ogni persona e a lottare contro tutto ciò che la degrada e la opprime. Non rimane mai indifferente e apatico di fronte alla sofferenza e alla morte. Con le sue azioni rivela il progetto di Dio, che è un piano di vita, in cui è compresa anche la sofferenza come via verso la vita e la risurrezione.
14. Dio della vita si è reso presente in Gesù di Nazareth. Egli, che era la Parola della vita (Giovanni 1,4), è venuto per annunciarci la vita in abbondanza (cfr. Giovanni 10,10) e per trasformarci in figli di Dio (Giovanni 1,14). Nella sinagoga di Nazaret, all'inizio del suo ministero pubblico, Gesù ha presentato la vita anche come liberazione (Luca 4,17–21). In questo discorso programmatico ha messo in evidenza alcuni modi di schiavitù e oppressione che governano l’uomo e lo tengono in una situazione di morte.
15. Il piano di vita che Gesù presenta e sviluppa riguarda tre ambiti della relazione umana: Dio, il prossimo e le cose.
Dal fatalismo alla responsabilità dei figli e delle figlie di Dio
16. Contro il piano di morte, che considera Dio come un creatore onnipotente e terribile, Gesù ha opposto il suo piano di vita, rivelando Dio come Padre-Madre, che invece di imporci un destino, ci aiuta a superare il fatalismo e a sentirci liberi e responsabili collaboratori. Le relazioni con Dio della vita sono, secondo Gesù, relazioni di amore e fiducia.
17. La rivelazione del volto del Padre, offertaci da Gesù, è la base della vita del credente e diventa il centro della sua esistenza. Questo Dio di Gesù è un Dio che rispetta la nostra libertà. Un Dio sconosciuto, che si rivela nel suo Figlio incarnato e con l'azione dello Spirito Santo distrugge tutti i nostri idoli. Dio, sempre maggiore e unico fondamento della nostra esistenza.
18. È sulla base di questa immagine di Dio nostro Signore Gesù Cristo che l’impegno per la vita può diventare realtà in tutte le sue dimensioni.
Dal divisione alla comunione fraterna
19. Nel piano di vita presentato e avviato da Gesù, le relazioni con gli altri sono riassunte nel comando dell’amore per il prossimo, fondate sull’amore per Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutte le forze (cfr. Matteo 27,37–39).
20. Guidato da questo amore, Gesù sta dalla parte degli emarginati e degli esclusi dalla società, condannati a morte in molti modi: poveri, malati, donne, bambini, peccatori, stranieri. A tutti loro offre vita. Combattendo contro tutto ciò che si oppone a questa vita, così come contro tutto ciò che causa divisioni: tra prossimo e non prossimo, tra pagano e giudeo, tra uomo e donna.
21. La persona umana è la sintesi della creazione, realizzata nella Parola e attraverso la Parola (cfr. Colossesi 1,15–16; Giovanni 1,3), e pertanto ha un carattere sacro che le è dato da Dio. La creatura umana, alla luce di Cristo, appare nell'universo come colui che ascolta la Parola di Dio e risponde a essa a nome di ogni cosa come partner di Dio nel dialogo. Con la sua incarnazione, il Figlio di Dio si è "in qualche modo unito a ogni uomo".6 Cristo, che è vicino e presente in ogni essere umano, "ha voluto identificarsi in modo particolare con i più deboli e i più poveri”,7 come mostra il testo Matteo 25,31–46.
22. Si tratta di una presenza sapienziale, che rivela e nasconde allo stesso tempo. Nella faccia di ogni essere umano possiamo incontrare qualcosa del volto di Gesù, Parola di vita. Il mistero di Dio si percepisce soprattutto nell'esperienza unica di ogni persona. Proprio così nella reciprocità tra uomo e donna. Giovanni Paolo II ha sottolineato la dignità della donna e "il suo particolare contributo alla vita e all’azione pastorale e missionaria della Chiesa… che si aspetta (dalle donne) un contributo originale nella sua diffusione… specialmente per quanto riguarda la dignità della donna e il rispetto della vita umana… e la diffusione dei beni fondamentali della vita e della pace".8
23. Trovare Dio presente negli altri comporta un cambiamento nelle relazioni interpersonali e porta a vivere un impegno per un amore concreto ed efficace: ci apre alla fraternità universale nella Chiesa e nella società e ci richiede di impegnarci per tutto ciò che è legato alla vita, alla comunione e alla condivisione, a cominciare dalla scelta privilegiata a favore dei poveri, in cui l’immagine di Dio “è offuscata, anzi derisa”9.
Dal consumo egoistico alla condivisione
24. Nel piano di vita di Gesù si trasformano le relazioni con le cose. Siamo invitati a passare dal loro uso (che ci aliena, ci rende schiavi e ci porta a opprimere gli altri e a esporli a una situazione di morte) al loro utilizzo in libertà e, soprattutto, alla loro condivisione con gli altri in una società giusta e umana per tutti. Attraverso Gesù, le cose dovrebbero diventare luogo di incontro con Dio e con i fratelli e le sorelle, mezzo di condivisione e comunità tra le persone.
25. Il messaggio religioso di Gesù contiene in sé conseguenze sociali che sfociano nell’impegno per la giustizia come fonte di vita. Qui si manifesta la dimensione sociale e comunitaria del precetto dell’amore. Gesù annunciò il regno di Dio e il suo piano di vita, che porta ripercussioni nelle strutture della convivenza umana. Quando queste strutture sono basate su ingiustizia e oppressione, diventano strumenti di morte. L'insegnamento di Gesù mette fortemente in evidenza ciò e ammonisce severamente, chiamando a un impegno per la giustizia-vita.
Per riflettere
Questa parte della lettera sul compito di Gesù è importante per due motivi:
- può essere uno dei modi concreti in cui possiamo rispondere all’appello di Papa Giovanni Paolo II a dedicare, nel contesto della preparazione per il giubileo dell'incarnazione, l'anno 1997 “alla riflessione su Cristo, che è la Parola del Padre e che è diventato uomo tramite lo Spirito Santo” (Tertio millenio adveniente 40);
- questa parte della lettera costituirà la base per tutta la restante parte del documento, intitolato “Teresa di Lisieux vive il piano di vita di Gesù e ne dà testimonianza”.