Sacrificio di Elia sul monte Carmelo (3/4)

profeta Elia – vetrata della chiesa di San Giuda presso il monastero dei carmelitani a Faversham nel Kent, InghilterraParola viva di Dio: 1 Re 18,30b–35

„Allora (Elia) riparò l'altare di Dio che era stato distrutto. Prendendo dodici pietre secondo il numero delle tribù dei figli di Giacobbe, a cui era stata data la parola del Signore, che lo avrebbe chiamato Israele. Con le pietre costruì un altare nel nome del Signore e attorno all'altare fece una trincea per seminare due misure di grano. Poi sistemò la legna, tagliò il toro a pezzi e lo mise sulla legna.

Dopodiché disse: »Riempite quattro orci d'acqua e versateli sull'olocausto e sulla legna!« Poi disse: »Fate così un'altra volta.« Lo fecero. Ricominciò a dire: »Fate così per la terza volta!« E così fecero per la terza volta. L'acqua scorreva attorno all'altare e riempiva anche la trincea.” (18,30b–35)

Elia ripara l'altare del Signore. Lo fa seguendo un comando che risponde anche alla tradizione dell'Antico Testamento. Il Dio che rappresenta non è un dio nuovo che possa essere paragonato agli idoli che Israele ha introdotto. È il Dio di un popolo che Egli stesso ha fondato e la cui storia ha creato, così per Israele deve essere non un dio nuovo, ma il suo Dio eterno.

Elia prende dodici pietre per indicare il numero delle dodici tribù. Mostra al popolo ciò che da sempre è a lui noto, presenta nuovamente la sua storia. Di fronte a questo altare, il popolo deve riconoscersi di nuovo, sentirsi a casa. Ma poiché il popolo ha abbandonato la casa di Dio e la propria, a causa dei peccati, Elia impone condizioni più dure. Fa bagnare l'olocausto con acqua, tre volte, e ogni volta con quattro orci. Quindi, dodici volte, come corrisponde alle dodici tribù. Tutto questo per mettere dinanzi agli occhi del popolo incredulo la grandezza di Dio. Questa azione travolgente è un atto di penitenza, una disprezzamento delle leggi naturali; estrae questo avvenimento dal contesto di ciò che i peccatori e gli idolatri possono considerare possibile. La difficoltà implica anche quanto il popolo si sia allontanato. Come se Elia volesse ottenere da Dio un tale grande prodigio, che non solo nessuno possa dubitare, ma affinché le condizioni stabilite per gli idoli sembrassero ridicolmente facili rispetto a quelle sotto le quali dovrebbe realizzarsi il vero sacrificio. Come se Elia non sapesse nulla delle condizioni naturali, come se avesse dimenticato tutte le leggi mondane, come se contasse tanto sulla discesa del fuoco, che può dimostrare l'assoluta potenza di questo fuoco solo col suo opposto, la quantità d'acqua.

Tratto dal libro: Elia
Autore: Adrienne von Speyr
Pubblicato da: KNA


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