Inizio a diventare un po' "serio", ma non perdo la voglia di vivere.

Titus Brandsma trascorse l'infanzia nella fattoria di famiglia a Ugoklooster. I rapporti in famiglia erano estremamente belli, quindi tutti i fratelli mantenevano spesso contatti. Nell'Ugoklooster natale rimase solo una sorella sposata, mentre gli altri fratelli scelsero la vita religiosa. Nacquero in questo ordine: Baukje (*1873, poi sr. Maria), Apollonia (*1874, poi sr. Maria Barbara), Gatsche (*1878, si sposò nel 1901 con Michiel Boer), Siebrigje (*1880, poi sr. Willibrorda), Anno (*1881, poi fr. Titus) e Hendrik (*1882, poi fr. Henricus).

Il telefono all'epoca non era affatto una parte normale della vita; la sorella di Titus e il cognato poterono utilizzarlo solo dal 1940 e, anche a causa del costo delle chiamate, si telefonava raramente. Titus scriveva quindi molto spesso, in alcuni periodi anche quotidianamente o almeno una volta a settimana. Molte lettere sono andate perse, ma ne sono rimaste abbastanza per catturare l'atmosfera della vita quotidiana. Dopo la morte dei genitori (il papà morì nel 1920, la mamma nel 1933) la maggior parte delle lettere era indirizzata proprio alla sorella sposata Gatsche e alla sua famiglia, a volte al fratello minore Jindřich.

Presentiamo qui il testo di una delle prime lettere conservate. A Titus sono venticinque anni, ha alle spalle nove mesi di vita sacerdotale e sta completando gli studi di teologia nel monastero di Oss.

[Oss, marzo 1906]

Maria!

Caro Michieli e Gatsche,

guardate il mio foglio da lettera, vero? Non è fantastico? Non sono un esperto, ma ce l'ho e lo userò subito! Qualche giorno fa l'ho preso al mio rispettabile vicino, era il suo, ma tanto non lo usava.

Fine delle battute. Volevo ringraziarvi per gli auguri di compleanno. Già venticinque! I bambini piccoli crescono. Dite a Honzík (1) che se desidera essere più grande. Gatsche, noi vent'anni fa eravamo rotolati sul tappeto accanto al letto, a smanettare e divertirci ovunque.

Inizio davvero a invecchiare. Comincio a “dignificarmi”, ma non perdo la voglia di vivere. Dovreste fare lo stesso. Anche se la vita non è – come per Honzík – un periodo spensierato e gioioso di giochi, penso comunque che possiate condurre una vita gioiosa di fede a Ugoklooster, specialmente ora che il nostro caro Signore vi benedice tanto! (2) Ogni giorno vi ricordo nelle mie preghiere, subito dopo papà e mamma, e vi auguro che la vostra gioia sia duratura e che abbia tutto ciò di cui avete bisogno – materialmente e spiritualmente – per ottenerla.

Sto bene in ogni aspetto. Certo, i miei pancake non sono sempre con burro e zucchero, ma sono comunque abbastanza deliziosi. (3) Avete notato che quando si tratta di cibo, molto dipende dal commensale? Una persona malata non gode di nulla, ma qualcuno che sa apprezzare il cibo ne degusta ogni boccone. Quindi occupatevi delle cose di questo mondo, affinché possiate avere un cuore sensibile. Oh, guardate! Sto predicando ora!

Ringraziate Anička per i soldi e ditele che celebrerò la sua intenzione la prossima domenica alle otto e che la ricordo in ogni mia messa.

Devo finire. Ma penso che il 13 marzo sarete felici di avere mie notizie. (4) Vi saluto affettuosamente, e a Honzík, il mio piccolo contadino con la scopa, invio delle carezze da gatto, non graffi!

In Cristo, vostro devoto fratello

P. Titus

Stavo quasi dimenticando, non ho ricevuto quel calendario “Bellezze dei Paesi Bassi”, per cui ho chiesto a gennaio. Non è stato possibile spedirlo? Non tormentatevi più per questo. Gioca anche Honzík al pianoforte? Che vi vada bene!! Titus

(1) Honzík, primo genito della sorella, ora ha due anni e mezzo.
(2) Titus probabilmente fa riferimento alla gravidanza della sorella; la nipote Terezie nascerà a maggio.
(3) proverbio olandese
(4) Il 13 marzo Gatsche festeggia il compleanno; Titus le scriverà realmente un'altra lettera l'11 marzo.

(tratto dal 2° volume delle opere complete di Titus: Titus Brandsma, Lettere alla famiglia, 2021)