Dio, quanti dei tuoi antichi muri la mia anima percorre,
brama con desiderio e nessuno, nessuno apre,
non apre finestre, non apre porte.
D’oro, calde sono le tue tende, ma qui presto si farà buio,
e nella mia anima la luce già si raffredda, svanisce;
lasciamela andare verso la tua Luce, povero figlio
e ha paura del freddo. Ecco, come le mosche, gli scarafaggi
si preparano al sonno. Il tuo ardente amore
è contato come me. - Eppure meno non è
la mia anima di loro!... Ma cosa mi è il loro sogno
... Non voglio. Dio, aprimi.
Dio, lasciami andare al calore; ho paura del freddo.
Vanno tutti in Te; i tuoi figli, non ospiti.
Solo io sono fuori. Selvaggi, silenziosi vanno e semplici.
Dio, aprimi. E non nel sonno: nella Gioia...
Dio, aprimi nella Gioia.
(Bohuslav Reynek /1892–1971/,
Tristezza della terra, 1924)