A volte dobbiamo recuperare nello spirito e nel corpo attraverso qualche attività ricreativa. Per poter giocare e ballare, deve essere per svago, e non per inclinazione; brevemente, e non fino alla stanchezza o al cedimento; e deve essere solo occasionalmente. Se qualcuno ne fa una regola, trasforma il divertimento in lavoro.
Balla e gioca secondo le circostanze, quando ti sembrerà prudente e rispettoso adattarti e piacere alla società onorevole in cui ti trovi, poiché l'adattamento è un ramo dell'amore cristiano e trasforma le cose di natura non destinate in cose buone, e quelle pericolose in cose lecite.
Mi ha fatto piacere leggere di san Carlo Borromeo, che era indulgente con gli svizzeri in alcune cose, nelle quali altrimenti era piuttosto severo; o che san Ignazio di Loyola non rifiutò di giocare a carte quando fu invitato. E santa Elisabetta d'Ungheria giocava e ballava, ma ciò non danneggiava affatto la sua pietà: infatti essa era radicata nella sua anima così profondamente, che in mezzo alla vanitosa bellezza, in cui la sua posizione la portava, cresceva solo... I grandi fuochi vengono alimentati dal vento, mentre i piccoli, se non sono coperti, si spengono.
(Francesco di Sales /1567–1622/, Introduzione alla vita devota, parte 3, cap. XXXI e XXXIV)