Un pezzo di storia dimenticata: un ramo tedesco del Carmelo nella Boemia settentrionale

Caterina Lainová

La Comunità delle Carmelitane del Cuore Divino di Gesù (Carmel e Divino Corde Jesu, DCJ) è stata fondata nel 1891, in un periodo di massiccia industrializzazione, quando non c'era ancora traccia di uno stato sociale, in un'epoca di crescente ateismo e liberalismo. In risposta alle necessità spirituali e sociali del tempo, la fondatrice Anna Maria Tauscher decise di creare una comunità che portasse lo spirito contemplativo del Carmelo al servizio attivo dei bambini abbandonati. Nel nome della nuova comunità ha simboletticamente espresso l'idea di amore e riconciliazione – la comunità deve rispondere all'amore di Dio Padre, che ci è stato mostrato in Gesù Cristo. Al segno del Carmelo ha aggiunto una corona di spine come simbolo della sofferenza del corpo mistico di Cristo.

Nelle costituzioni della congregazione, che la fondatrice elaborò con alcune aggiunte e modifiche corrispondenti al carattere della nuova comunità, troviamo tre punti principali:

  • le suore devono essere davanti a Dio purgate nella contemplazione, dimenticando se stesse e praticando l'astinenza,
  • devono essere dedicate a Dio attraverso l'apostolato – ogni sorella deve sentire la responsabilità verso tutte le persone e insieme a loro soffrire e portare il proprio quotidiano impegno in amore a Dio,
  • e stare davanti a Dio per conto di tutte le persone che sono lontane da Dio o lo rifiutano.1

Fondatrice

Fondatrice – madre Maria Teresa di San Giuseppe

La fondatrice dell'ordine – Anna Maria Tauscher (con il nome religioso di Maria Teresa di San Giuseppe), figlia di un pastore luterano – nacque il 19 giugno 1855 a Sadowa presso Francoforte sull'Oder (oggi Sandow in Polonia). Quando aveva dieci anni, la famiglia si trasferì a Berlino.

Incontrò la vita consacrata durante l'adolescenza, quando i genitori la mandarono insieme a sua sorella in un pensionato a Gnadau per due anni. Le religiose di lì impressionarono Anna Maria con la loro dedizione e amore.

All'età di trenta anni divenne direttrice di un istituto per malati mentali a Colonia, e quando ne aveva trentatre, si unì alla Chiesa cattolica. Il direttore della clinica era però evangelico, quindi questo passo le costò il posto. Trovare un altro lavoro fu molto difficile, per un periodo fu accolta dalle agostiniane di Colonia e guadagnava facendo le pulizie. Poi riuscì a ottenere un lavoro come compagna di una certa signora benestante, che dopo un po' di tempo le donò una somma di denaro maggiore.2 Con questi soldi, Anna Maria Tauscher decise di fondare un focolare per bambini abbandonati. All'epoca, i giornali locali offrivano spesso in annunci (in vendita o in dono) bambini – illegittimi, orfani, abbandonati, indesiderati. La miseria nei quartieri operai era enorme – le abitazioni dei più poveri non offrivano spesso più di un tetto, molti non avevano nemmeno quello e dovevano dormire nei dormitori. Per il gran numero di bambini, quindi, la strada era il principale o unico luogo di vita e gioco.3 A questi bambini, Anna Maria voleva offrire una buona casa, istruzione, e soprattutto amore – far loro sentire che erano desiderati e amati. Ha iniziato questa sua opera nel 1891, chiamandola Focolare di San Giuseppe.

Primo focolare a Berlino

La casa che Anna Maria ottenne per il primo Focolare di San Giuseppe era un edificio un po' trascurato in Via Pappelalle, parzialmente ancora abitato da inquilini. Iniziò qui con alcune compagne, tre bambini senza casa e 500 marchi in tasca. Voleva costruire qui gradualmente non solo un focolare per i bambini, ma anche una comunità di suore che vivessero la vita del Carmelo e si dedicassero non solo alla cura dei bambini senza casa, ma anche a missioni domestiche nei quartieri operai e alla cura degli stranieri (a Berlino a quel tempo, si trattava concretamente di italiani).

Gli inizi non furono affatto facili – le ragazze che inizialmente erano intorno ad Anna Maria Tauscher si rivelarono immature per un servizio così difficile e lei si sentiva molto sola. Le risorse per il sostentamento e per il funzionamento del focolare erano difficili da ottenere, anche perché la stampa cattolica scoraggiava i lettori dal sostenere il focolare.4 La sua comunità attese anche a lungo un riconoscimento ufficiale da parte dei pastori della Chiesa (dal vescovo diocesano e dalla Curia romana). Inizialmente aveva solo lo status di sodalizio pia, con il nome "Servitrici del Cuore Divino di Gesù". Pertanto, le membri non potevano indossare l'abito religioso.

Espansione dell'opera

Tuttavia, i sostenitori si trovarono, e l'opera ebbe inizio; nel corso di alcuni anni, furono fondati altri due focolari a Berlino e dal 1897 le suore ampliarono la loro attività in altri paesi. Ciò fu anche dovuto al fatto che il primo focolare a Berlino non poteva diventare convento madre, dove avveniva il noviziato, a causa del disaccordo del vescovo locale. Pertanto, Maria Teresa viaggiò intensamente in Europa alla ricerca di un vescovo favorevole che potesse prendersi cura della sua comunità. Durante i suoi viaggi fondava continuamente nuovi focolari di San Giuseppe.

Ovunque le suore si stabilirono – e miravano principalmente a zone operaie di grandi città industriali – istituirono focolari di San Giuseppe per bambini senza casa, ma si dedicavano anche ad altri servizi. Esse stesse, in un volantino che pubblicarono nel 1918, scrivono che la loro opera include:

  1. “Educazione dei bambini poveri e abbandonati, che accettiamo (nelle nostre case) dalla età di un anno, per pagamento o gratuitamente, e di cui ci prendiamo cura con amore materno fino all'età in cui i ragazzi possono iniziare un apprendistato e le ragazze possono mantenersi da sole.”
  2. “Servizio ai bambini che vivono in famiglie: i bambini scolari e prescolari delle famiglie operaie possono trascorrere nelle case o l'intera giornata o il tempo dopo la scuola; le ragazze che hanno superato la scuola possono qui imparare mestieri manuali e domestici, mentre le serate sono riservate alle operaie delle fabbriche; se necessario, questi bambini ricevono anche denaro o vestiti.”
  3. Le cosiddette missioni interne: “Le suore, che sono adatte per questo, cercano famiglie cattoliche per incoraggiarle a partecipare alla messa e a ricevere i sacramenti, le coppie non sposate vengono motivate a sposarsi in chiesa. Fanno anche tutto il possibile per fornire aiuto materiale ai poveri e ai malati, così come si sforzano di portare i genitori a far battezzare i loro figli, spesso non battezzati, e a mandarli all'insegnamento cattolico. Le lezioni di religione si tengono nelle case di San Giuseppe alcune volte alla settimana.
  4. Istituzione di cappelle pubbliche, soprattutto in quei luoghi o quartieri della città dove non ci sono chiese cattoliche o sono troppo lontane. Oltre alla messa quotidiana, nelle case ogni giovedì e venerdì c'è adorazione davanti al Santissimo Sacramento, mentre la domenica si tiene una messa festiva con predica e nel pomeriggio una devozione e una benedizione.”5

Nei focolari, Maria Teresa (a quell'epoca relativamente innovativa) introducette il sistema familiare – i bambini vivevano in gruppi di sedici con una suora che si occupava di loro. Maria Teresa si preoccupava anche di garantire che, se possibile, tutti i focolari di San Giuseppe avessero un giardino o almeno un cortile dove i bambini potessero giocare. I bambini dei focolari frequentavano scuole pubbliche, in modo da non aumentare l'isolamento dagli altri ragazzi.6 La stessa Maria Teresa scrive a riguardo: “L'educazione dei bambini (da noi) è guidata da regole rigorose, che le suore sono obbligate a rispettare e che si sono dimostrate efficaci fin dall'inizio, poiché i nostri bambini si distinguono rispetto a quelli di altre istituzioni per la loro spensierata gioia e buona salute.”7

Le condizioni relative al finanziamento delle operazioni dei focolari migliorarono anche nel tempo – le nuove strutture in altri paesi furono inizialmente finanziate da benefattori tedeschi, ma col tempo furono in grado di contare sulla generosità di benefattori locali. Oltre a scrivere richieste di sostegno a vari mecenati e istituzioni, le suore andavano di casa in casa a raccogliere donazioni.

Come già accennato, la comunità espandeva la sua attività piuttosto attivamente in tutta Europa e, nel tempo, anche oltre (in Canada, USA e America Centrale e Meridionale). L'elenco dei focolari di San Giuseppe dell'ottobre 1910 riporta 1 casa in Italia (convento madre con noviziato), 6 case nell'Impero Austro-Ungarico (di cui 2 in Boemia), 2 in Olanda, 1 in Inghilterra, 2 in Svizzera e 6 case in Germania (di cui 5 nell'area di Berlino).8

Furono difficili le fasi per far diventare la comunità di ragazze attorno a Maria Teresa una vera comunità religiosa. Anche se già nel 1897 il superiore generale del Carmelo scalzo a Roma ricevette Maria Teresa e l'associò (personalmente) all'ordine, l'intera sua comunità fu unita all'ordine solo nel 1904. Nello stesso anno, un convento noviziato fu fondato a Rocca di Papa in Italia e il convento madre. La nuova regola fu approvata nel 1910 e definitivamente nel 1930. Il convento madre divenne in seguito quello di Sittard, nei Paesi Bassi, consacrato nel 1924. Là fu anche sepolta Maria Teresa dopo la sua morte nel 1938.

Ma torniamo all'inizio. Le prime case che Maria Teresa di San Giuseppe fondò al di fuori della Germania furono due focolari di San Giuseppe in Boemia settentrionale – a Krupka, vicino a Teplice e a poca distanza Maršov (entrambi nel 1896 o, più precisamente, nel 1897).

Krupka

Focolare di San Giuseppe a Krupka

Il comune sotto i Monti Metalliferi, con una lunga tradizione mineraria (inizialmente qui si estraeva stagno, poi carbone), che dall metà del XIX secolo fu colpito dall'industrializzazione, divenne, dopo Berlino, il primo luogo dove le suore fondarono un focolare di San Giuseppe per bambini orfani. Nell'autunno del 1896 affittarono qui una piccola casa ("Casa di Nazaret") e a marzo del 1897 già si prendevano cura di 15 bambini. Maria Teresa scrive: “L'urgenza di una tale struttura si rivelò immediatamente – il focolare fu presto sovraffollato e presto furono affittati ulteriori spazi nel vicinato per poter ospitare 50 bambini.”9 Nonostante ciò, i bambini dovevano dormire in un'altra casa a sette minuti a piedi. Queste case inoltre non avevano né cortile né giardino.10

Le richieste di ammissione di bambini nel focolare aumentarono, quindi Maria Teresa Tauscher visitò Krupka nel 1901 per aiutare a trovare spazi più adeguati. Con l'aiuto del rettore del collegio dei gesuiti a Bohosudov, fu possibile acquisire a Krupka un ampio terreno, denominato Lužní Dvůr (Auenhof), le cui caratteristiche principali erano un ampio giardino e un edificio a livello separato che le suore subito trasformarono in cappella.11 Nonostante alcune difficoltà con il parroco locale, causate dal fatto che la comunità non aveva registrazione presso lo Stato dell'Austria-Ungheria, le suore si stabilirono benissimo qui e ottennero anche dal vescovo di Litoměřice, Emanuel Jan Schöbel (1882–1909) il diritto di indossare l'abito religioso nella sua diocesi. Inoltre, il vescovo regolarmente designava loro confessori tra il clero locale. Tuttavia, non acconsentì a istituire un noviziato a Krupka.

Maršov

Focolare di San Giuseppe a Maršov

Poco dopo la creazione del focolare a Krupka, le suore si stabilirono anche un po' più lontano, a Maršov. La storia di questa casa è piuttosto breve. Furono invitate qui dal sacerdote locale P. Schäfer e Mons. Kovac. La casa che offrivano alle suore apparteneva alla famiglia del Monsignore Kovac. Maria Teresa scrisse: “Era un vecchio mulino, distate 30 minuti a piedi dalla chiesa. L'edificio e la sua posizione non erano certamente adatti per noi, ma doveva essere 'umilmente' accettato.”12 Fin da subito, però, il Pater Schäfer si intromise nell'attività delle suore e nella gestione del focolare di San Giuseppe, designando le suore e la superiora che vi dovevano operare, e successivamente prese praticamente il comando della casa. Queste suore però si staccarono dall'ordine e se ne andarono. L'ordine fu ripristinato solo con l'arrivo di nuove suore fedeli dalla Germania (nel 1898). Mons. Kovac incoraggiò madre Maria Teresa a istruire le sue suore in Austria-Ungheria a unirsi al terzo ordine del Carmelo, che qui aveva (a differenza della sua comunità) l'approvazione statale, oppure a partire. “Nessuna di noi voleva entrare nel III ordine, quindi decidemmo di lasciare Maršov.”13

Most

Nel giardino del primo focolare a Most

Da Maršov, le suore e i bambini di cui si prendevano cura si trasferirono nell'inverno del 1900 a Most. Qui ricevettero un'accoglienza calorosa sotto ogni aspetto. Il decano di Most fu grato per il loro arrivo e gli abitanti furono altrettanto accoglienti. Le suore affittarono inizialmente una piccola casa in Via Jezerní, di fronte al convento dei cappuccini. La casa aveva anche un piccolo giardino sul retro e la chiesa era dall'altra parte della strada, il che andava molto bene per le suore e i bambini.

L'acquisto della casa di Most e il trasferimento da Maršov furono partecipati anche da madre Maria Teresa; la sorella Maria-Theresia Demetz, che la accompagnava, ne dà testimonianza: “Presto al mattino andammo nella chiesa cappuccina, dove c'erano diverse messe. Da lì, mia cara madre mi mandò direttamente alla stazione, per prendere i bambini e le suore a Maršov. Lì aspettava già un grande carro carico di telai di letti, tavoli, panche e materassi, insieme a pentole da cucina e stoviglie, sacchi dalla dispensa e così via. Le suore cucirono ai ragazzi degli zaini, in modo che potessero portare con sé le loro cose personali... Ogni suora portò un bambino tra le braccia, un altro lo teneva per mano e così ci avviammo per mezz'ora nel ghiaccio, diretti alla stazione. Era gennaio del 1900. I bambini si divertivano molto... Dopo tutto, per molti di loro era il primo viaggio in treno, quindi un'esperienza stupenda... In un'ora eravamo nella bella città di Most e un gruppo colorato attraversò le vie affollate. Le porte e le finestre si aprivano perché la gente potesse vedere quella strana carovana che passava. 'Sono orfani', udimmo dire, 'in Via Jezerní si sta aprendo un orfanotrofio. Oh, quei poveri piccoli!'... Nel frattempo, già arrivavano persone generose portando doni 'per i poveri piccoli orfani', come li chiamavano... E così i cittadini di Most continuarono a fare, quindi non ci fu mai carestia.”14

Secondo focolare di San Giuseppe a MostDopo un quarto di secolo dalla loro presenza in questa città (nel 1926) le suore acquistarono un ampio terreno nel quartiere di Zahražany a Most e vi costruirono un grande edificio con giardino. Qui operarono per altri circa 20 anni.15

Le suore intendevano fondare un altro focolare di San Giuseppe – a Cheb. Doveva servire anche come convento provinciale con noviziato. Nella lista delle case del 1910, Cheb figura con la nota che la casa sarebbe stata fondata dopo il riconoscimento dell'ordine da parte dell'Austria-Ungheria. Questo riconoscimento le suore ottennero nel 1910, ma alla fine non avvenne la creazione della casa.

dopo la Seconda guerra mondiale

Dopo la guerra, quando i russi entrarono in Cecoslovacchia, le suore con i bambini si unirono al flusso di rifugiati diretti in Germania. Abbandonarono Krupka già all'inizio di giugno 1945. Una suora di quel luogo, Magdalena, che vive ora nel convento madre a Sittard in Olanda, ha descritto l'arrivo dei soldati russi a Krupka e la conseguente fuga degli abitanti: il viaggio attraverso terre devastate dalla guerra fu molto doloroso e pericoloso, i rifugiati erano minacciati e depredati dai soldati russi di ciò che avevano portato con sé, viaggiavano affamati e assetati in vagoni sovraffollati, anche di bestiame. Tuttavia, il rapporto porta anche la testimonianza di aiuto da parte di persone buone che i rifugiati incontrarono lungo la strada. Alla fine, le suore e i bambini arrivarono sani e salvi al focolare di San Giuseppe a Berlino, in Via Pappelalle.16

Il focolare di San Giuseppe a Krupka fu espropriato dallo Stato, il focolare di Most le suore dovettero venderlo, a ciò fu acconsentito da Roma nel 1948.17 Tuttavia, la casa a Most non ha smesso di servire ai bambini: per un certo periodo in uno dei due corpi fu persino collocato un ospedale pediatrico, poi ci fu un istituto per neonati, ora vi è una casa per bambini fino a tre anni di età.

Le suore, che subito dopo la guerra non fuggirono, furono internate dal regime comunista in un convento di raccolta a Bílá Voda (nella regione di Jeseniky al confine con la Polonia), insieme ad altre circa 300 religiose di 12 diversi ordini. Anche nel 1950, le suore tedesche riuscirono, con grandi difficoltà, a partire per l'estero, ma dieci suore a Bílá Voda rimasero, nonostante le intercessioni dal convento madre. Nella loro vecchiaia, furono accudite con amore dalle suore vincenziane fino alla loro morte. L'ultima carmelitana del Cuore Divino di Gesù morì a Bílá Voda nel dicembre 1989 all'età di 97 anni.18

Situazione attuale

Ora, le Carmelitane del Cuore Divino di Gesù non operano più nei nostri paesi. Le troviamo più vicine ai nostri vicini in Austria e Germania, e più lontano nel continente sudamericano. La prima casa in Via Pappelalle a Berlino funzionava anche ai tempi della RDT, ora serve come casa per anziani, asilo e centro educativo vescovile. Le altre case a Berlino dovettero essere chiuse a causa della mancanza di suore.

La comunità – come all'inizio della sua esistenza – cerca di rispondere alle esigenze del tempo: l'attività delle suore è passata dalla cura degli orfani alla cura dei nonni, all'assistenza nella pastorale parrocchiale, alla cura delle madri e degli stranieri, sempre secondo il motto della fondatrice, madre Maria Teresa di San Giuseppe: “Vedere Dio in tutti, amare Dio in tutti, servire Dio in tutti”.

Maria Teresa Tauscher è stata beatificata il 13 maggio 2006. È stato stabilito che la sua memoria venga commemorata nella liturgia il 30 ottobre – il giorno in cui nel 1888 si è convertita alla Chiesa cattolica.