Dio nella mangiatoia piangeva.

Poiché il tempo si avvicinava proprio,
il tempo della nascita del Figlio,
come dallo letto nuziale
si alza con la sua sposa lo sposo,
che la tiene tra le braccia
e la prende in un abbraccio,
colui che la madre molto amata
pone nelle miserabili gesti
accanto al bue e all'asino,
che erano nella stalla allora;
gli angeli suonavano per lui,
la gente gli cantava canti,
e così festeggiavano quel matrimonio
tra i due contratti,
ma Dio nelle mangiatoie piangeva,
singhiozzava, non c'era conforto,
tra le lacrime che la sposa portava
a questo matrimonio come gioielli,
e la madre meravigliata si stupiva,
che tale cambiamento,
ossia il pianto dell'uomo in Dio
e il conforto nell'uomo,
sia uno e nell'altro, sebbene
non fosse e non sia consueto.

(s. Giovanni della Croce, parte finale della Romance sul Vangelo In principio erat verbum,
Natale 1577; traduzione Miloslav Uličný)