Abbiamo la medicina a portata di mano.

Quei momenti in cui ci sentiamo male e siamo completamente confusi possono essere momenti di grande umiltà davanti a Dio.
Vediamo chiaramente che da soli non possiamo fare nulla. E allora comprendiamo che possiamo chiedergli tutto. E che per poterlo fare, lui permette che, rispetto a noi stessi, ci sentiamo così vulnerabili, così impotenti.
In tali momenti abbiamo a portata di mano una cura. Basta dire: “Signore, vedi bene, quanto sono incapace di trovare in me qualcosa di autentico e puro. Come è possibile che tu possa continuare ad amarmi? Perché so che mi ami ancora e che non puoi fare altro e che ogni ulteriore giorno in cui posso ricevere la comunione è un ulteriore segno dell’amore che provi per me.”

(card. Charles Journet /1891–1975/, corrispondenza)