Il cantico di Maria è interamente sorretto da una grande umiltà, che si manifesta in ogni parola: “si è chinato verso la sua serva nella sua umiliazione”.
La profondità della nostra relazione con Dio è misurata proprio dall'umiltà. Dio si getta come un'aquila su tutto ciò che è piccolo, bisognoso, umile. A trattenerlo può essere solo l'orgoglio umano, la presunzione e la vanità.
(Carlo Carretto /1910–1988/, annotazione di diario del 28 novembre 1954)