L'ottimismo non è un'opinione sulla situazione attuale, ma una forza vitale, la forza della speranza dove altri si arrendono, l'arte di tenere alta la testa quando tutto sembra perduto, la forza di sopportare le avversità, una forza che non lascia mai il futuro al proprio avversario, ma lo riserva per sé.
Sperare in un futuro terrestre migliore e prepararsi per esso è considerato da alcune persone come qualcosa di poco serio, da alcuni cristiani come qualcosa di empio. Credono che il significato degli eventi attuali risieda nel caos, nella disintegrazione dell'ordine, nella catastrofe, e si ritirano nella rassegnazione o nel devoto isolamento, invece di assumersi la responsabilità per la vita futura, per l'opera che verrà, per le generazioni a venire. È possibile che già domani arrivi il giorno del giudizio; allora saremo felici di rinunciare al lavoro per un futuro migliore, ma non prima.
(Dietrich Bonhoeffer /1906–1945/,
estratto dal testo Riflessioni sulla soglia dell'anno 1943, scritto per il decimo anniversario della presa del potere da parte di Hitler;
citato secondo il libro Dietrich Bonhoeffer, Resistenza e abbandono, Lettere dal carcere. Kalich 2023)