Oggi ci sono così tante persone, così tanti "cristiani", che in continuazione declamano sulla purificazione della nostra vita culturale nazionale, sul suo cristianesimo. Parlano della "tradizione di San Venceslao", ma non sanno nulla al riguardo, pensano solo a un vago compromesso del santo principe, sebbene questo sia un punto che dai nostri antenati nella vita di San Venceslao sia stato certamente il meno ricordato. Per loro, San Venceslao era principalmente un guerriero, un guerriero forte e invincibile nella sua fede nell'aiuto del Re dei cieli...
Sull'Europa, che nonostante tutti i suoi incredibili difetti ha comunque realizzato meglio il Suo messaggio di salvezza, si china Cristo e piange forse lacrime di compassione sui suoi fratelli che devono conoscere in questo modo quanto siano incredibilmente miseri e impotenti senza di Lui. Dio, proteggici dalla piccolezza e dall'egoismo marcio e limitato. Ogni ora di prova, come quella di oggi, è anche un momento in cui si compie la redenzione del mondo. Saremmo vigliacchi degni di eterna disprezzo se ora volessimo dedicarci alle nostre meschine preoccupazioni personali, se con il criminale "A noi non riguarda" volessimo andare avanti per i nostri piaceri...
Il cuore del vero discepolo di Cristo ama la pace, ma non la compra mai con compromessi con i bugiardi ipocriti, non conosce compromessi con l'orgoglio satannico che, quando le si esaurisce il fiato, ciarlotta confusamente di cultura minacciata.
(Adolf Kajpr SJ /1902–1959/;
stralci da tre testi su San Venceslao pubblicati nella rivista Dorost:
i primi due paragrafi furono pubblicati all'inizio della 2ª guerra mondiale nel giugno e settembre del 1939;
il terzo paragrafo a settembre 1945; citato secondo il libro La presenza è il tempo divino. Refugium 2021)