Un cuore pieno d'amore non conosce ostacoli né confini.

Sono lontano da voi migliaia di miglia, ci separano enormi campi polari, ghiaccio e tempeste di neve - come potrei raggiungervi? Tuttavia, il cuore pieno d'amore non conosce ostacoli né confini, e quindi almeno con il pensiero volo sopra la tundra ghiacciata e le vaste foreste, per portarvi la lieta notizia della nascita di Cristo e per invitarvi a celebrare questa festività... Sopportiamo in questo tempo tutte le sofferenze e i tormenti... Qui, nel mezzo della tundra gelata, vorrei offrire a Dio, per tutti voi, le mie sofferenze e la mia necessità. Alzo a Dio la mia preghiera e cerco le parole giuste affinché voi, che traboccate di una fede incrollabile nella promessa di Cristo, portatore di pace, possiate contemplare il Bambino Gesù che giace nella mangiatoia, che siate in chiesa, a casa o altrove.

(Josip kard. Slipyj /1892–1984/, vescovo greco-cattolico ucraino,
arrestato nel 1945 dalla polizia segreta sovietica, poi trascorse 18 anni in gulag,
rilasciato nel 1963 grazie all'intervento di Giovanni XXIII e costretto a emigrare a Roma;
lettera pastorale per il Natale 1954, riuscita a essere consegnata dal gulag siberiano in Ucraina…)