Signore, sai che ti amo!

In ricordo del 120° anniversario della nascita del poeta Jan Čep /31. 12. 1902 – 25. 1. 1974/, e allo stesso tempo come una piccola riflessione di fine anno, pubblichiamo la "Preghiera" di Čep, che fu stampata come biglietto d'auguri nel 1940.

Signore mio,
non posso conoscerti in altro modo,
avvicinarmi a te in altro modo
se non attraverso il tuo figlio incarnato.
Eppure mi chiedo spesso, quando leggo i Vangeli:
Se fossi stato tra coloro
che lo conobbero lungo le strade della Palestina,
se avrei udito la sua chiamata;
o se l'avrei rinnegato come Pietro,
quando lo vide condannato;
se mi sarei disperato,
quando avrei udito il suo ultimo grido sulla croce.
È vero,
che poi l'ho rivisto di nuovo con loro,
quando si è rivelato risorto;
ho camminato un pezzo di strada con
due discepoli di Emmaus,
prima che lo riconoscessero in
osteria
nello spezzare il pane.
Ma poi
come posso giustificarmi,
come posso spiegare a me stesso?
Ho agito tante volte,
come se non lo conoscessi,
come se non sentissi su di me in ogni momento il suo sguardo;
come se potessi sempre fare,
ciò che più mi piace,
senza preoccuparmi della
sua volontà
e del
suo amore.
E ora il mio tempo terrestre volge al termine,
la mia morte corporea si avvicina.
In quali orizzonti si apriranno gli occhi della mia anima,
quando varcherò la soglia?
Come mi vedrò,
quando mi vedrò così,
come mi ha visto Dio durante tutto il mio vivere?
In quale forma vedrò il volto di coloro,
che mi hanno preceduto nella morte
e che ho amato di più su questa terra;
che però ho amato così male?
Quale sarà il mio incontro con la Realtà
suprema e assoluta?
Non sarò abbattuto davanti allo sguardo di colui,
che mi ha visto e amato in ogni istante
della mia vita,
mentre io stesso mi sono spesso mostrato,
come se non lo vedessi.
Resta però ancora da varcare la soglia,
dire addio a coloro,
che mi sono stati più vicini in vita
e che si inginocchieranno presso il mio letto mortale.
Ci sarà ancora da superare
quella ultima e suprema angoscia,
quella restanza di incertezza,
che è legata al nostro destino corporeo.
Signore, Gesù Cristo,
che sei la via, la verità e la vita,
tu sai che in te credo;
aiutami però a superare la mia sfiducia!
Sii con me sempre di più
in quest'ultima parte del mio cammino terreno
e aiutami,
perché io sia sempre di più presente davanti a te.
Per poter rispondere alla tua ripetuta domanda così,
come rispose a te Simon Pietro presso il lago di Tiberiade
dopo il triplice rinnegamento nel cortile di Caifa:
Signore,
tu sai che ti amo!

(Jan Čep /1902–1974/, Preghiera)