Vorrei aggiungere ancora una piccola nota, non trascurabile per la vita quotidiana. Parte di una certa forma di pietà, oggi forse meno usata, ma ancora fino a poco tempo fa abbastanza diffusa, era l'idea che i piccoli sforzi quotidiani, che ci gravano e arrivano inaspettatamente come piccole, più o meno avvertibili punture, possano essere "offerti", e così dare loro un senso. In questa pietà c'erano senza dubbio tutta una serie di elementi malsani e esagerati, tuttavia bisogna chiedersi se non conteneva anche qualcosa di sostanziale che potrebbe essere utile. Cosa significa in realtà "offrire"? Queste persone erano convinte che i loro piccoli sforzi e preoccupazioni potessero essere uniti a una grande sofferenza di Cristo, contribuendo così al grande tesoro di compassione, che l'umanità ha necessariamente bisogno. E così anche i piccoli disagi della vita quotidiana potrebbero acquisire un senso e contribuire al totale del bene e dell'amore tra gli uomini. Forse dovremmo chiederci se qui non siano nascoste possibilità anche per noi.
(papa Benedetto XVI, enciclica Spe salvi, par. 40)