Il nostro Signore ti conquista e ti rapisce passo dopo passo per Sé.

Per quanto ti riguarda personalmente, ascolta ancora una volta ciò che ti ripeto dalla mia più profonda convinzione di cugino e sacerdote: non preoccuparti del valore della tua vita, delle sue anomalie, delle sue delusioni, del suo futuro più o meno vago e oscuro. Fai ciò che vuole Dio. Offrigli, nel mezzo della tua inquietudine e insoddisfazione, il sacrificio di un’anima umile…

Non aver paura; tutto questo lavoro ti viene accreditato e riempie meravigliosamente il tuo tempo. Poco importa se gli altri fanno più bene di te e con meno fatica: ciò che conta non è fare del bene, ma essere al proprio posto, anche se inferiore, che Dio ha in mente. (…)

Poco importa se ti senti umanamente “non riuscita”, se Dio ti considera “riuscita” secondo la sua volontà. So che in questo ultimo punto ti contraddici. Non vuoi ammettere che la sofferenza ti santifica. Credici umilmente, a ciò che ti dicono le promesse del nostro Signore, gli esempi dei santi, le affermazioni di coloro che ti parlano a nome di Dio. Nostro Signore ti conquista passo dopo passo per Se Stesso. Certamente, la pace del cuore, che si espande in un ambiente di sentimenti calorosi pieni di gratitudine, è più armoniosa, più normale, più adeguata per un’azione facile rispetto alla solitudine e alle crepe (questo vale anche per la salute rispetto alla malattia…). Pertanto, con il nostro impegno personale dobbiamo tendere a garantirci appigli in buone e fedeli amicizie, per evitare i malesseri del corpo e dell’anima…

(Pierre Teilhard de Chardin SJ /1881–1955/, lettera dal fronte, alla cugina, 22 agosto 1915;
citato secondo il libro Pierre Teilhard de Chardin, La nascita del pensiero. Lettere 1914–1919, Malvern 2021)