In questo giorno, in cui l'Ucraina celebra la sua festa nazionale chiamata Giorno dell'Indipendenza dell'Ucraina, invitiamo di nuovo tutti a unirsi in una preghiera comune e urgente per la pace. Per riflettere, presentiamo una parte sostanziale della lettera che Papa Benedetto XV indirizzò ai leader delle nazioni in guerra nel agosto del 1917:
In questa situazione straziante, di fronte a una minaccia così grave, non perseguiamo né specifici obiettivi politici, né promuoviamo gli interessi di una delle parti in conflitto, ma (…) richiediamo nuovamente la pace e facciamo un appello urgente a coloro che detengono il destino delle nazioni. Tuttavia, per non limitarci a generalità, come le circostanze richiedevano in precedenza, vogliamo ora passare a proposte concrete e reali e invitare i governi delle nazioni in guerra a concordare sui seguenti punti, che sembrano essere le pietre angolari di una pace giusta e duratura e, allo stesso tempo, lasciare a questi governi il compito di definirli e integrarli.
Innanzitutto deve essere chiaro il principio fondamentale: la forza morale del diritto sta sopra la forza materiale delle armi. Questo richiede da tutti un consenso giusto al disarmo reciproco simultaneo secondo le norme stabilite e le garanzie (…). Le armi devono essere sostituite da un'istituzione di arbitrato, che si sforzerà di mantenere la pace sia attraverso regole concordate, sia attraverso sanzioni contro lo stato che rifiuta di presentare questioni internazionali all'arbitrato o non accetta le sue decisioni.
In questo modo sarà stabilito lo stato di diritto e si sbloccheranno le vie di trasporto. Le nazioni avranno così un accesso veramente libero ai mari comuni, il che potrebbe rimuovere molte cause di conflitto e aprire nuove fonti di prosperità e progresso per tutti.
Per quanto riguarda le riparazioni di guerra, non vediamo altra via se non la regola generale della loro completa e reciproca remissione, che del resto è giustificata dai enormi vantaggi del disarmo, tanto più che non è accettabile continuare a far scorrere tanto sangue solo per motivi economici. Se in alcuni casi specifici ciò fosse ostacolato da ragioni particolari, è necessario valutarle attentamente in relazione alla giustizia e al diritto.
Questi accordi di pace e i loro immensi vantaggi non sono tuttavia possibili senza il reciproco ritorno dei territori attualmente occupati. (…)
Questi sono i principi fondamentali su cui, a nostro avviso, dovrebbe basarsi il futuro assetto delle nazioni. (…) Pertanto, li presentiamo a voi, che in questa tragica ora dirigete i destini dei popoli in guerra, con la cara e dolce speranza che li accetterete e che in questo modo porrete fine al più presto a questa terribile lotta, che ogni giorno appare sempre più come un macello insensato. (…) Prendete coscienza della vostra gravissima responsabilità davanti a Dio e agli uomini: le vostre decisioni determinano la pace e la gioia di innumerevoli famiglie, le vite di milioni di giovani, la felicità delle nazioni che avete il dovere di garantire. Che il Signore vi ispiri in decisioni che siano in accordo con la Sua santissima volontà, che possiate meritare il riconoscimento dei vostri contemporanei e che passerete alla storia come artefici della pace.
Nel frattempo, ci uniamo urgentemente in preghiera e penitenza con tutti coloro che desiderano la pace e imploriamo luce e consiglio dallo Spirito Santo.
Dato in Vaticano, 1 agosto 1917
Benedetto XV.
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