La Penitenzieria Apostolica ha emesso il 19 marzo 2020 un decreto riguardante l’assegnazione di indulgenze plenarie straordinarie in situazioni di crisi da coronavirus. Il decreto in questione concede tali indulgenze plenarie straordinarie ai fedeli colpiti dalla malattia virale Covid-19, altrimenti nota come coronavirus, così come ai lavoratori del settore sanitario, ai familiari e a tutti coloro che in qualunque modo – anche con la preghiera – si prendono cura dei malati. Presentiamo una breve sintesi di chi e a quali condizioni può ottenere le indulgenze plenarie straordinarie:
I. Il decreto concede il dono delle indulgenze plenarie straordinarie alle seguenti persone:
1. fedeli colpiti dalla malattia Covid-19, conosciuta come coronavirus, che si trovano in ospedale o in quarantena presso la propria abitazione
2. operatori sanitari (medici, infermieri, soccorritori, ecc.)
3. familiari dei malati
4. tutti coloro che si prendono cura di questi malati in qualunque modo
Questi fedeli possono ottenere le indulgenze plenarie straordinarie a condizione che:
1. rinuncino a legarsi a qualunque peccato
2. a) si uniscano spiritualmente, attraverso mezzi di comunicazione (televisione, radio, social media) alla celebrazione della messa o della preghiera del santo rosario, oppure a una devota celebrazione della via crucis o ad altre forme di pietà;
b) se nulla di tutto ciò fosse possibile, possono invece recitare: Credo in Dio, Padre Nostro e una preghiera alla Beata Vergine Maria (ad es. Ave Maria, Sotto la tua protezione, Salve Regina, ecc.);
3. offrano questa prova nello spirito di fede in Dio e di amore verso i fratelli e le sorelle;
4. abbiano l’intenzione di soddisfare le condizioni richieste per ottenere le indulgenze plenarie (confessione, comunione e preghiera per le intenzioni del Santo Padre), non appena sarà loro possibile.
II. A tutti gli altri fedeli, la Penitenzieria Apostolica offre la possibilità di ottenere indulgenze plenarie straordinarie in situazione di pandemia, quando per questo – per chiedere a Dio la fine dell’epidemia, sollievo per coloro che ne sono colpiti e la salvezza eterna per quelli che il Signore ha chiamato a sé – offrono:
a) visita al Santissimo Sacramento, adorazione eucaristica (se è possibile in base alle misure di sicurezza)
b) oppure almeno mezz'ora di lettura della Sacra Scrittura
c) oppure preghiera del santo rosario
d) oppure celebrazione della via crucis
e) oppure la preghiera della coroncina alla divina misericordia
È chiaro che la lettura della Sacra Scrittura e le preghiere possono essere effettuate anche senza uscire di casa, rispettando quindi le disposizioni contro la diffusione dell’infezione.
Naturalmente anche per questi fedeli vale che hanno l’intenzione di soddisfare le condizioni richieste per ottenere le indulgenze plenarie (confessione, comunione e preghiera per le intenzioni del Santo Padre) non appena sarà loro possibile.
III. Ai fedeli che sono in fin di vita e non possono ricevere il sacramento dell’unzione degli infermi, confessarsi e ricevere la comunione, la Chiesa concede indulgenze plenarie, a condizione che:
a) siano adeguatamente disposti;
b) durante la vita abbiano solitamente recitato almeno una preghiera (in questo caso la Chiesa stessa sostituisce le tre condizioni usuali);
c) si raccomanda in questo caso di onorare la croce con Cristo crocifisso o anche una semplice croce.
Il principale penitentiere, il cardinale Mauro Piacenza, ha dichiarato che la ragione della pubblicazione del decreto era la preoccupazione della Chiesa, affinché in questo tempo straordinario, che richiede misure straordinarie, a tutti coloro che ne hanno bisogno, “si possa stare vicino, portare conforto e aiutare, affinché a nessuno manchi la benevola carezza di Dio di fronte alla sofferenza e alla morte che minaccia immediatamente.”
A una domanda riguardante se le indulgenze riguardi anche altri malati, o solo quelli colpiti dal coronavirus, il principale penitentiere, cardinale Piacenza, ha risposto: “Il decreto è una misura straordinaria a causa dello stato di emergenza generale che stiamo vivendo. Si applica a tutti i malati, poiché tutti i malati ricoverati oggi negli ospedali stanno vivendo a causa della pandemia, in un modo o nell'altro, le conseguenze dello stato di emergenza.”
Il decreto si conclude con una supplica: “Beata Vergine Maria, Madre di Dio e Madre della Chiesa, guaritrice degli infermi e aiuto dei cristiani, nostra intercessora, aiuti l’umanità sofferente, allontani da noi il male di questa pandemia e ci ottenga tutti i beni necessari per la nostra salvezza e per la nostra santificazione.”
(Elaborato da: P. ICLic. Radim Josef Jančář, O.Carm.)