Gesù, fa' che le mie tristezze non siano veleno! Lascia che mi visitino così spesso come necessario: che affliggano la mia anima, che la riempiano fino all'orlo, questo lo sopporterò volentieri, lo accetto in anticipo. Fa' però che l'amarezza e la miseria che mi sommerge non siano mai amarezza e miseria di ribellione né di disperazione. Avvicinami in quei momenti all'infinità della tua agonia. Fa' che, ripetendo nel cuore le parole che ti sono uscite dalle labbra in un eccesso della tua sofferenza per gli uomini, possa percepire come la mia angoscia svanisce improvvisamente nella tua come una lacrima nell'oceano. Fa' che smetta di essere egoistica, che inizi la sua opera di redenzione. Dammi prima della morte il privilegio di intuire, anche solo in piccola misura, il mistero della tua notte redentrice e della tua solitudine.
(card. Charles Journet /1891–1975/, Le sette parole di Cristo sulla croce)