Chi oggi ha ancora il coraggio di avere un forte sentimento personale, un vero desiderio?

Osservo che i primi caldi giorni primaverili in me rompono qualcosa; lo riconosci anche tu. Quando la natura si risveglia di nuovo alla vita, ma la nostra vita e i legami storici in cui viviamo rimangono ancora immobili in una tensione irrisolta, percepiamo questo contrasto in modo particolarmente forte; oppure, in realtà, non è altro che desiderio, e poi è piuttosto buono che lo percepiamo di nuovo in modo così forte; per quanto mi riguarda, devo dire decisamente che non ho vissuto per molti e molti anni senza obiettivi, compiti e speranze che mi hanno completamente assorbito, ma comunque senza un desiderio personale; e forse proprio per questo l’uomo invecchia precocemente. Tutto questo ha cominciato a diventare troppo "reale"; quasi tutti oggi hanno obiettivi e compiti, tutto si oggettivizza e si materializza enormemente, ma chi ha oggi il coraggio di avere un forte sentimento personale, un vero desiderio; chi si impegnerà e sprecherà energie per mantenere vivo il desiderio in sé, per perfezionarlo e farlo portare frutti? (…) Ma noi vogliamo gioire di ciò che ancora riesce a rapirci un po' più intensamente, e considerare il dolore ad esso associato come una ricchezza. Alte tensioni producono forti scintille (o questo secondo la fisica non è corretto? In tal caso traducilo nella lingua giusta!).

(Dietrich Bonhoeffer /1906–1945/, nota dal carcere nazista, all'amico, 11 aprile 1944;
citato secondo il libro Dietrich Bonhoeffer, Resistenza e resa, Lettere dal carcere. Kalich 2023)