Il bue conosce il suo padrone, l'asino la mangiatoia del suo padrone, ma Israele non conosce, il mio popolo è incapace di capire. (Is 1,3)
Vivendo in questo modo la verità della Sacra Scrittura, questo è l'avvento. (…) Sì, io sono Israele. Sono quel bue che non conosce il suo padrone. E solo allora, quando scenderemo dal trono della nostra presunzione, accadrà ciò di cui parla il salmista, che il cuore si innalzerà, prenderà altezza e la nascosta presenza di Dio inizierà a penetrare più a fondo nella nostra vita confusa. L'avvento non è un improvviso miracolo o segno, come promettevano i predicatori della rivoluzione e i messaggeri di nuove strade di salvezza. Dio agisce con noi in modo completamente umano, passo dopo passo ci guida e ci aspetta. I giorni dell'avvento somigliano a un silenzioso bussare sulle nostre anime frastagliate, affinché ci azzardiamo a cercare la misteriosa presenza di Dio, che sola può veramente liberare l'uomo.
(card. Joseph Ratzinger, meditazione sul tempo dell'avvento)