Gli ultimi santi carmelitani, o meglio beati, che celebriamo nel mese di novembre sono Dionisio e Redempto. Ci troviamo con loro nella prima metà del XVII secolo, in un periodo di forte espansione coloniale, quando le nazioni europee si contendono l'influenza e il commercio in Asia. Dionisio, di nome Pietro (era francese), si arruolò all'età di diciannove anni per una spedizione militare contro gli olandesi nell'Indie orientali. Redempto era portoghese e si unì all'esercito portoghese in India. Entrambi in seguito entrarono tra i carmelitani scalzi nella città indiana di Goa…
Abbiamo in loro un esempio di persone – i nostri beati dell'ordine! – che, per denaro e forse anche per un certo desiderio di avventura, si lasciarono arruolare nell'esercito. Probabilmente non si ponevano domande sul perché o contro chi stavano combattendo, chi eventualmente avrebbero ucciso… A tal proposito non avevano molte informazioni – quale idea potevano avere i teenager europei del XVII secolo su dove stessero realmente andando? Com'era l'India orientale? Erano semplicemente membri di un gruppo militare di mercenari (quasi potremmo dire: i Wagner dell'epoca) e entrambi furono sopraffatti dalla grazia di Dio e abbandonarono il loro modo di vivere. Abbiamo in loro quindi degli intercessori che provano empatia per coloro che, per stupidità, si sono fatti arruolare in una guerra ingiusta; intercessori che ancora supplicano per la conversione di tutti coloro che oggi uccidono per denaro in Ucraina…
Solo nel mese di novembre abbiamo ricordato così tanti santi del nostro ordine, tante persone intercedenti coinvolte, le cui vite sono state toccate dalla guerra: innanzitutto il 6 novembre il comandante supremo Nonnio, che difese coraggiosamente la sua patria; il 7 novembre la spaventata Maria Teresa Scrilli, il cui monastero fu occupato da soldati in preda al saccheggio; l'8 novembre l'urbana ragazza Elisabetta, per la quale la vita nei bene situati circoli militari era del tutto normale; il 19 novembre Raffaele, uno dei leader di un fallito insurrezione anti-russa, condannato a anni di lavori forzati in Siberia; oggi Dionisio e Redempto, mercenari che senza vergogna guadagnano dalle "operazioni militari speciali"... Tutti loro graziosi, convertiti e accolti in cielo, ci sono dati come esempio e come intercessori. Che le loro storie di vita possano essere un incoraggiamento affinché li invochiamo spesso e con fiducia nelle nostre preghiere per la pace.
redazione