„Nuovo comandamento vi do: amatevi l'un l'altro. COME IO HO AMATO VOI, COSÌ AMATEVI ANCHE VOI. Da questo tutti riconosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri.“ (Giovanni 13,34n)
Come amava Gesù i suoi discepoli e perché li amava? Non potevano certamente attrarlo le loro proprietà naturali. Tra loro e lui c'era una distanza infinita. Lui era la conoscenza, la Mente infinita, loro erano poveri pescatori, ignoranti e pieni di pensieri terreni. Eppure Gesù li chiama suoi amici, suoi fratelli (cfr. Giovanni 15,15). Vuole che regnino con lui nel regno di suo Padre e, per aprirgli questo regno, vuole morire sulla croce, perché ha detto: “Nessuno ha un amore maggiore di quello di chi dà la vita per i suoi amici.” (Giovanni 15,13)
Quando il Signore comandò al suo popolo di amare il prossimo come se stesso (cfr. Levitico 19,18), non era ancora sulla terra. Sapeva bene fino a che punto l'uomo ama se stesso e non poteva quindi chiedere ai suoi esseri creati un amore maggiore per il prossimo. Ma quando Gesù diede ai suoi apostoli un nuovo comandamento, IL SUO COMANDAMENTO (cfr. Giovanni 15,12), come dice più avanti, non parla più di amare il prossimo come se stessi, ma come Egli, Gesù, li ha amati, come li amerà fino alla fine dei secoli...
Signore, so che non comandi nulla di impossibile. Conosci meglio di me la mia debolezza, la mia imperfezione, sai bene che non potrei mai amare le mie sorelle come Tu le ami, se Tu stesso, Gesù, non le amassi di nuovo in me. Poiché hai voluto concedermi questa grazia, mi hai dato un nuovo comandamento. – Quanto le amo! Mi dà certezza che è tua volontà amare in me tutti coloro che mi comandi di amare!... Sì, lo sento, quando mostro amore, è Gesù che agisce in me.
(Scritti autobiografici, Vimperk 1991, pp. 214–215)