Lei è qui, sta ai piedi della Croce, forte e coraggiosa, e il mio Maestro mi dice: “guarda, tua Madre”. Me la dà come Madre… E ora, quando è tornato al Padre e mi ha posto al suo posto sulla croce, affinché “nel mio corpo completassi ciò che manca alle sofferenze di Cristo; ne trae giovamento il suo corpo, cioè la Chiesa”, la Vergine è ancora qui per insegnarmi a soffrire come Lui e per farmi udire gli ultimi canti della sua anima, che nessun altro tranne lei, sua Madre, ha potuto cogliere.
Quando anch'io pronuncerò il mio “è compiuto”, sarà ancora lei, “Porta del cielo”, a introdurmi nei cortili divini e a sussurrarmi parole misteriose: “mi sono rallegrato quando mi hanno detto: andremo nella casa del Signore”.
(Elisabetta della Trinità, Ultimo ritiro 41)