Ricordate i malati poveri, che si trovano a non avere nemmeno qualcuno a cui lamentarsi. D'altronde, essere poveri e al contempo accuditi non porta da nessuna parte. ... Imparate a soffrire un po' per amore di Dio, senza che tutti debbano saperlo subito! Tanto più che questo lamentarsi non serve a nulla, perché il male in questione non sarà comunque attenuato. In tutto ciò che ho detto, non intendo gravi malattie, ma quelle piccole pene che possono essere superate. Credete, figlie, che quando iniziamo a superare questi corpicini, essi non ci affliggeranno più tanto. Se una volta per tutte non decidiamo di accettare la morte e la mancanza di salute, non riusciremo mai a realizzare niente. Cercate quindi di non averne paura e abbandonatevi completamente a Dio, qualunque cosa possa avvenire. Che importa se moriamo? Quante volte il corpo ha deriso noi: non ci derideremo anche noi a volte di lui? E credete, che questa decisione è più importante di quanto possiamo immaginare; se infatti lo faremo sempre più spesso, con la grazia del Signore diventeremo sue padrone. Bene, vincere un tale nemico è una grande cosa per affrontare la battaglia di questa vita. Possa farlo il Signore, come solo lui può.
(santa Teresa di Gesù, Via della perfezione, 11,3–5)