Ogni momento possiamo sfruttare.

Nobile signora,
penso che dovrebbe cercare, anche senza uno sforzo eccessivo, di pensare a Dio ogni volta che sente il desiderio di meditare nella solitudine e al tempo stesso rattristarsi di non poterlo realizzare. Non basta lasciare questi pensieri fino a quando avrà tempo per se stessa, potrà essere dietro porte chiuse e non avrà impegni verso nessuno. È proprio il momento in cui ci rattristiamo di non poter dedicare i nostri pensieri a Dio che dobbiamo cogliere. Allora può aprire il suo cuore a Dio con calore, sincerità e completa fiducia. Ogni momento che cattura in questo modo sarà sufficiente di per sé. Ogni momento – non solo quando è seduta in carrozza o in lettiga – ma anche quando si veste e si pettina, persino durante i pasti e nelle conversazioni con altre persone.

(François Fénelon /1651–1715/,
lettera alla contessa Elisabeth de Grammont /1641–1708/, 17 novembre 1694)