Teresa d'Avila (1515–1582)
Riflettete, figlie, che questo vostro Sposo (Gesù) non vi perderà mai di vista, anche se ha dovuto sopportare migliaia di orribili, anzi ripugnanti cose da parte vostra. Ed è quindi qualcosa di grande, quando ora distogliete gli occhi dalle cose esterne e li fissate su di Lui? Ricordate cosa dice alla Sposa: aspetta solo il vostro sguardo per mostrarsi a voi, come desiderate. Valuta così tanto questo sguardo, che non si pente di alcuno sforzo per ottenerlo.
(...) Così agisce con voi, senza il minimo atteggiamento. Diventa vostro servitore e vuole che voi siate le comandanti, sottomettendosi alla vostra volontà in ogni cosa. Se siete piene di gioia, potete contemplarlo risorto e vedere come esce dalla tomba e la vostra gioia traboccherà. Che bellezza! Che splendore! Che grandezza! Che gioia! Con quanta gloria abbandona il campo di battaglia, dove ha conquistato il regno senza fine, che ora desidera condividere con voi, donandovi se stesso! Sarà quindi qualcosa di grande se di tanto in tanto volgerete i vostri sguardi a Colui che vi riempie di tali doni?
Se sarete afflitte e tormentate, potete contemplarlo mentre va nel Giardino degli Ulivi. Quanto deve essere stato opprimente il suo dolore, se Lui, che è l'essenza stessa della potenza, soffre e piange? Fissatevi su di Lui, mentre è legato a una colonna, tormentato da orribili sofferenze, con la pelle lacerata, con brandelli di carne: e tutto questo per grande amore verso di noi. Quanta sofferenza! Eppure alcuni lo perseguitano, altri gli sputano addosso, è rinnegato, abbandonato dagli amici, nessuno si fa avanti a difenderlo, trema per il freddo, ed è così abbandonato che potete consolarlo, ora questa, ora quella. Oppure guardate come porta la croce sulle spalle, mentre i carnefici non gli permettono neppure di respirare. E allora vi guarda con quegli occhi belli, pieni di compassione e lacrime; dimentica le sue sofferenze per consolarvi nella vostra afflizione, solo se voi lo guardate e gli chiedete di confortarvi.
Se lo guarderete mentre è tormentato, il vostro cuore si intenerirà, allora non solo lo osserverete, ma comincerete a parlare con Lui, non con preghiere formali, ma con parole che sgorgano dal cuore, e così a Lui piacciono di più.
(La via della perfezione 26, 3–6)
