Caro fratello!
È di nuovo domenica mattina, sono seduto e mi preparo a scriverti. Cosa scrivere? Che grazie a Dio fino ad ora sono in buona salute sia nel corpo che nell'anima, che continuamente mi rivolgo al futuro, quando con l'aiuto di Dio annuncerò di nuovo la sua gloria e il suo amore. La mia vita interiore qui non è certamente meno intensa di prima, anzi, è vero il contrario. Come una pianta strappata dal suolo domestico, ma comunque viva, si radica con più energia in nuove terre, così anch'io penetro non in un nuovo terreno, ma nella base antica e primordiale di tutta la vera vita, in Dio, che vive ancora in noi, ma da cui ci allontana il rumore della vita quotidiana e comoda…
(Adolf Kajpr SJ /1902–1959/, lettera a un confratello; Dachau, 14 gennaio 1945)