Se la natura o qualche malattia non consentono di pensare alla sofferenza del Signore, perché è troppo opprimente, nessuno vieta di fare compagnia al Cristo risorto, ora che lo abbiamo così vicino nell'Eucaristia, dove è glorificato. No, non si può sempre avere gli occhi fissi sulle grandi pene che Gesù ha sopportato. Qui però non lo devo vedere come sofferente (…), ma splendente di gloria e libero dal dolore, mentre incoraggia alcuni e dà coraggio ad altri.
(Teresa di Gesù, Libro della vita, XXII, 6)