A volte mi assale un grande tormento, quando vedo di non essere di alcun aiuto nel suo servizio e che sono costretta a perdere più tempo di quanto vorrei, a causa delle necessità del mio corpo debole e malato. E così una sera, mentre ero immersa nella preghiera, giunse l'ora di andare a dormire. Mi presero grandi dolori e si manifestò il mio abituale vomito. Quando vidi di essere così schiava del corpo, mentre il mio spirito richiedeva tempo per sé, provai un tale tristezza che iniziai a piangere amaramente e a lamentarmi. (…)
E allora mi apparve il Signore, mi mostrò grande bontà e mi disse di calmarmi e di sottopormi a quelle cure da amare per lui, perché è necessario che io viva ancora. E così, da quel giorno in cui decisi di fare tutto per servire questo mio Signore e Consolatore, non provai più alcun tormento, perché se mi lascia un po' soffrire, si affretta poi a consolarmi grandemente, così il mio desiderio di soffrire non ha alcun valore.
(Teresa d'Avila, Libro della vita XL,20)