Oh, mio Signore e mio Re! Chi potrebbe descrivere la Vostra maestà! È impossibile non vedere che siete la Maestà stessa! Chi Vi guarda rimane pieno di meraviglia; ma è ancora più sorprendente, mio Signore, la Vostra umiltà e il Vostro amore per la creatura, come sono io. Quando passa il primo sentimento di stupore, si può discutere tutto con Voi e si può parlare con Voi come si desidera. E poi si ha molta più paura di offendere. Ma non è già più una paura di pena, perché ogni pena sarebbe - rispetto alla possibilità di perderVi - assolutamente nulla.
(santa Teresa d'Avila, Libro della vita, XXXVII,6)