Blog
Zkušenosti, které Jan nazývá »temnou nocí«, jsou zkušenostmi vyplývajícími ze vztahu, zkušenostmi kontemplativními, tedy takovými, které působí v člověku Bůh. Temnota a noc jsou obrazy, které jsou v Janových spisech velmi nápadné.
Leggi di più
L'amore è un fuoco che consuma... viviamo in esso il nostro purgatorio.
Elisabetta della Trinità (1880–1906)
La mia piccola sorella Germana della Santissima Trinità (1),
(...) ascolta tutto ciò di cui canta nella sua anima, nel suo cuore. Lui è amore, quell'Amore infinito che ci abbraccia e vuole unirci da ora in poi a tutte le sue beatitudini.
È tutta la Trinità che abita in noi, e tutto questo mistero diventerà la nostra vita in cielo: che esso sia il vostro monastero. Mia sorellina, mi riempie di gioia sapere che stai vivendo la vita in questo modo: anche la mia è così. Sono Elisabetta della S. Trinità – Elisabetta che si perde in essa e si lascia assorbire. Vedi quanto siamo vicine, quanto ci fondiamo insieme? Dalla mattina alla sera faccio tutto con te e ti considero vera sorella della mia anima. Ti affido a tutti i santi e in particolare alla nostra santa Madre Teresa e alla sorella Teresa del Bambin Gesù.
Sì, mia piccola Germana, viviamo d'amore, siamo semplici come lei, sempre in abbandono e in offerta in ogni momento compiendo la volontà del buon Dio senza cercare cose straordinarie. E diventiamo piccole, lasciamoci portare, come un bambino fra le braccia di sua madre, da colui che è il Nostro Tutto. Sì, mia sorellina, siamo così misere, direi addirittura che siamo pura miseria, ma lui lo sa bene e ama perdonarci, ci solleva e ci attrae a sé nella sua purezza e santità infinita: davvero solo unione continua e tocchi divini (2) ci purificheranno. Vuole che siamo molto pure, lui stesso sarà la nostra purezza. Dobbiamo lasciarci plasmare alla sua immagine, con grande fiducia, amando in ogni istante con quell'amore che instaura l'unità tra coloro che si amano!
Anch'io voglio essere, Germana, santa, per renderlo felice. Pregalo affinché io non viva di nient'altro che d'amore, "questo è il mio compito". E poi uniamoci, affinché i nostri giorni si trasformino in continua santa comunione. Al mattino svegliamoci nell'Amore, durante tutta la giornata abbandoniamoci all'Amore nel compimento della volontà del buon Dio e sotto il suo sguardo, con lui, in lui e per lui stesso. Diamo noi stessi senza riserve così come lui vuole. Tu, dedicandoti ai tuoi cari genitori e diventando la loro gioia. Quando, dopo una conversazione d'amore, che nei nostri cuori non smette mai, giunge la sera, addormentiamoci sempre nell'Amore. Forse vivremo imperfezioni e infedeltà. Allora abbandoniamoci all'Amore: esso è il fuoco che consuma. Così, nella sua Amore viviamo il nostro purgatorio! (...)
Abbraccia per me la tua cara mamma e dille che le voglio bene come a una madre. Dì a Yvonne che anche lei è la mia sorellina e che prego per lei e per il signor de Gemeaux ogni giorno. Te, mia piccola Germana, non ti lascerò mai. Credimi, insieme alla tua sorella maggiore siete già carmelitane.
M. A. della Santissima Trinità n.k.r. (3)
(1) Alla signorina Germana de Gemeaux, Lettera 172, 20 agosto 1903.
(2) Riferimento a San Giovanni della Croce.
(3) Indegna religiosa carmelitana.
Tratto dal libro: Elisabetta della Santissima Trinità, Vita nella lode di Dio
Autore: Giovanna della Croce
Pubblicato da: KNA